Vallone del Mulino, la città che dorme lontano dal tempo

Una cittadina ferma da oltre duecento anni nella piana di Sorrento

Spesso a distanza di secoli la natura si riappropria di quelli che erano i suoi spazi originari, e lo fa avvolgendo ciò che l’uomo ha lasciato, creando connubi paesaggistici mozzafiato: vecchie case e ciuffi d’erba, antiche torri e fili d’edera, costruzioni e natura
Siamo nei pressi di Sorrento, esattamente nel Vallone dei Mulini, nome derivante proprio dalla presenza di un antico mulino per la macina del grano.
Cinque i valloni presenti nella piana di Sorrento, sfruttati per delineare i confini tra un paese e l’altro e che nel tempo hanno subito l’intervento dell’uomo.
Quello dei Mulini, in cui venivano macinati grandi quantità di grano per tutta la zona, è il meglio conservato se si tiene conto che le pale del mulino, cuore pulsante della cittadina, smisero di macinare nella seconda metà dell’Ottocento, con la costruzione di Piazza Tasso.
Di fianco al mulino sorgeva una segheria alimentata dalle acque sorgive provenienti dalle colline e un lavatoio pubblico, fulcro della vita delle donne del luogo che qui, ciascuna con la sua mole di biancheria, veniva a fare il bucato. Sono numerosi i dipinti e stampe del passato che testimoniano il valore sociale di Vallone dei Mulini, sopratutto per il sostentamento della popolazione sorrentina.
Dopo la costruzione di Piazza Tasso, il vallone rimase via via sempre più isolata tanto da diventare quasi inaccessibile.

 

 

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Oggi, per poterlo visitare bisogna avventurarsi attraverso un cancello presente sulla strada che collega piazza Sant’ Antonio con il porto: abbandonate l’idea di turismo “comodo” e preparatevi a partire per una piccola avventura che saprà gratificarvi con un panorama lontano dal tempo.

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Il vallone, completamente chiuso su se stesso quasi a volersi proteggere dalla modernità, proprio per questa sua totale chiusura, ha un’umidità costante dell’80% che permette la crescita di particolari specie arboree.
L’intero vallone con il suo ponticello è visibile esclusivamente dall’alto: coperto dalla vegetazione regala un’immagine suggestiva dell’antico mulino e della storia (quasi) dimenticata di un popolo.

 

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