Torneo Nazionale di Caorle

di Raffaella Paolini

Si è da poco concluso il primo torneo nazionale di burraco “Sport e Mare” a coppie libere che ha avuto luogo il 20 ed il 21 maggio presso il Palazzetto dello Sport di Caorle in un clima estivo, con sole, mare e turisti.

Un grande successo di partecipazione grazie alla organizzazione del circolo FITAB di San Donà del Piave.

Nonostante fossero in calendario ben tre finali regionali di Coppa Italia, concomitanti con l’evento di San Dona’ di Piave, quasi trecento “giocatori” si sono scontrati nell’arena del Palazzetto di Caorle festosamente addobbato con palloncini bianchi, verdi e rossi raffiguranti le carte da gioco! Ottimo l’arbitraggio condotto da Luisa Andreucci, affiancata da altri arbitri sempre presenti ai tavoli di gioco e calorosa l’accoglienza della Presidente  Milena Martini della A.s.D. Burraco San Donà di Piave e del vice Presidente  ….. armonia nella gara e, come sempre, tanto divertimento!

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Non sono poi mancati piccoli souvenirs ai tavoli per tutti i partecipanti, omaggi ai presidenti di circolo, acqua sempre a disposizione e un buffet di biscottini ….. Ottime le soluzioni alberghiere proposte ai partecipanti sia come location che come possibilità di scoprire la cucina ed i vini del luogo. Molti gli stabilimenti balneari aperti, le gelaterie, i bacari e le trattorie di pesce.

Una grande opportunità per scoprire Caorle e dintorni. Non conoscevo questo borgo di mare veneto, seppur rinomato. Mi ha particolarmente colpito il centro storico, interamente pedonale, con le sue caratteristiche casette colorate ed i negozi stracolmi di variopinti oggetti; la passeggiata lungomare, il mare celeste e calmo e le spiagge dorate vivacizzate dalle risa di bimbi in vacanza in un periodo dell’anno che non conosce ancora il solleone. E mi ha colpito molto anche la bellissima laguna circostante dominata dai tipici “casoni”, costruiti in canna palustre, utilizzati dai cacciatori e dai pescatori, nei secoli passati, per le loro attività e simboli, oggi, di una terra affascinante, in cui il legame fra uomo e natura è rimasto incontaminato nel tempo.

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Ho ammirato il caratteristico campanile del Duomo di Caorle, il piccolo cimitero nei pressi della spiaggia ma, soprattutto, il Santuario della Madonna dell’Angelo, nell’angolo in cui il lungomare di levante incontra quello di ponente. Non meno particolari le sculture sugli scogli del lungomare di ponente e la darsena dell’Orologio col suo canale rigoglioso di verde vegetazione e con gli alberi delle imbarcazioni ormeggiate svettanti verso il cielo blu. E non meno suggestiva la vicina Portogruaro. Capitati all’ora di pranzo in un caratteristico bacaro abbiamo potuto degustare, fra vari cicchetti spalmabili e non, un ottimo formaggio di origini friulane, il frant allo zenzero e bucce d’arancia, accompagnato da un frizzante chardonnay. 

 

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Non prima però di aver fatto una bellissima e tranquilla passeggiata lungo il fiume Lemene fino a dove le pale dei Mulini di Sant’Andrea incontrano cascatelle voluttuose e canterine che formano spruzzi di gorgogliante acqua bianca. E di fianco il piccolo porto fluviale e l’oratorio della Madonna della Peschiera con le piazzette piene di pittori che con i loro silenziosi e veloci pennelli  immortalano i paesaggi e la vita di fiume sulle tele appoggiate a snelli cavalletti. Poco distante il Corso Martiri della Libertà ed il centro storico: molto caratteristico è il Muncipio di Portogruaro, un edificio in stile gotico risalente, nella parte centrale,  al 1265, che fa bella mostra di eleganti finestre, di vetri piombati alla veneziana, di merli ghibellini e di una scalinata in pietra d’Istria, risalente al XV secolo, che conduce al portone d’ingresso dove sono collocati gli stemmi del Comune e delle nobili famiglie del posto.

Mi racconta le gente di Portogruaro che la cittadina è molto vivace specialmente nei giorni di mercato quando attira tanti turisti anche dalle spiagge e quando vi si svolge il Festival della Musica o la manifestazione Terre dei Dogi in Festa.

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E’ la seconda volta quest’anno che si torna in Veneto per un torneo nazionale di burraco ed ancora una volta questa terra ci fa scoprire nuovi paesaggi e altrettanti bellissimi scorci.

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Ne sono felice perché se anche il torneo ci ha portato ad un soffio dal premio, senza però regalarcelo, tuttavia  è stata una bella occasione, abbiamo potuto giocare le nostre carte e ci siamo divertiti sia al tavolo che in compagnia dei nostri amici partecipanti alla gara. Dopo 8 mitchell, un danese a girone unico e due danesi a gironi la Dea Bendata ha arriso a Pierluigi Cattania e Reno De Marchi; secondi Gasparini Luigino e Bottos Nadia; terzi De Meo Pasquale e Croce Ernesta. Nessun umbro a premio nei vari gironi; una piccola discussione al tavolo con una concorrente un po’ troppo “maestrina” ed intransigente ma nulla più…. Contenta ancora una volta di avere incontrato di nuovo gli amici burrachisti di sempre di ogni parte d’Italia ….

 

 

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