SEPARATI, commedia in scena al Teatro Ghione di Roma

Separati allo sbando salvati dall’amicizia

Dal regista di Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, Alessandro Capone, Separati una uova divertente commedia al Ghione di Roma

TRAMA
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Separati  non vuole essere solo uno sguardo sulla condizione dei padri separati sempre più in difficoltà, ma vuole anche raccontare un disagio non solo certamente maschile. Il malessere è tangibile per gli uomini come per le donne, unito ad una sempre più crescente incapacità di amare e di amarsi e ad una comunicazione stentata, in anni in cui i  social network e le varie chat   stanno in realtà minando la capacità di relazionarsi e di stare insieme.

Tutto ciò attraverso un linguaggio che ci appartiene profondamente, radicato nel nostro DNA e che forse abbiamo un po’ dimenticato o poco frequentato. Quello della commedia all’italiana, divertente ma amara, con la sua capacità unica ed originale di far ridere ma anche di far riflettere, di fotografare il Paese attraverso i difetti degli italiani… noi.

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LA NOSTRA RECENSIONE

In un’atmosfera da “sepolti in casa” si evolve la storia d’amore tra Max e Francesca. Lui, il neo-separato rimasto senza un soldo, affittuario di uno scantinato buio e polveroso e lei, coinquilina del piano di sopra, separata e davvero troppo nevrotica. Una relazione adolescenziale in piena regola, con tutta la magia e la disperazione che la contraddistingue. I ruoli sono fin dall’inizio  ben definiti, tutti i luoghi comuni del caso vengono rispettati. Lo spettacolo ha voluto rappresentare ogni credenza popolare riguardo i due sessi. Cos’è una donna? L’indecisione, la fragilità, l’insicurezza, la frustrazione esagerata. Un uomo? Una semplicità estrema, sogni infantili, birra e strip club, ma tanta solidarietà.

Per quanto siano luoghi comuni, restituiscono però  una visione fedele di ciò che è il nostro modo di vivere i rapporti oggi. Siamo ormai impregnati di una strana “incapacità” che non ci permette di andare fino in fondo, di affrontare i momenti duri e apprezzare chi ci sta accanto in modo sincero.  Il significato della commedia è proprio qui , nella   consapevolezza che tutto ciò non sia altro che la vita, e che tocchi a noi viverla nel modo migliore possibile. Una storia parallela viene narrata, ed è quella di quattro amici, che nonostante le difficoltà, le diversità, non si separano. Il lieto fine però non manca mai, ed in questo caso è il più vero che ci sia: nonostante le separazioni, le liti tra marito e moglie, l’amore tra genitori e figli, quello puro, non muore mai.

Giampiero Mancini, Emy Bergamo, Francesco Bauco, Massimiliano Vado e Roberto D’Alessandro gli attori. Tutti bravi ed entrati perfettamente nella parte, ma un riconoscimento speciale va a Roberto D’Alessandro, un apparente burbero che nasconde in fondo una saggezza inaspettata. Un applauso anche a Massimiliano Vado, interprete di uno psicologo un po’ pazzo, ma cosciente dei profondi limiti dell’essere umano, entrambi portatori di una simpatia che ha fatto colpo  sugli spettatori.

S.G.

 

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