Il cibo che verrà

Le mode culinarie del 2016

L’agenzia Baum+Whiteman, illustre realtà americana specializzata nella consulenza e progettazione di ristoranti e format gastronomici, ha tracciato le linee guida che muoveranno gli interessi del popolo appassionato nel corso del 2016. Fondate su statistiche, riscontri  oggettivi e una grande conoscenza in ambito enogastronomico, le anticipazioni ingolosiscono già fruitori e organizzatori del settore.

Si chiama food delivery e sarà un modo di “consegna alimentare” che punterà su efficienza, rapidità, freschezza e qualità del cibo. Un esempio? Amazon ha già iniziato con consegne a casa provenienti direttamente da farmer’s market.

Nel 2016 cucina vegetariana e salutismo inizieranno a muoversi di pari passo fondendosi per un obiettivo comune: creare sempre più ristoranti attenti alla qualità, alla certificazione degli alimenti e all’assenza di additivi. Specularmente sta per sbarcare in Italia una nuova moda che poco, però, lega con la precedente: è quella del pollo fritto, tipico trash food americano, che è partito alla conquista dello street food italiano. Chissà quanto durerà nel bel paese che ha appena chiuso i battenti dell’EXPO. Sempre in tema di “cibo da passeggio” da menzionare l’Acai del Brasile: con meno di 10 euro promette la consumazione di una salutare e golosa colazione o una pausa pranzo rigenerante, con l’impiego di latte di 

 

 

soia, polpa di banana, ghiaccio e topping di noccioline, granella, semi vari, scaglie di cocco.

Red_quinoa

Per gli amanti del pesce sta arrivando il poke, moda hawaiiana che prevede la consumazione di piccoli cubi di tonno crudo marinato in un mix di salsa di soia, noci macadamia, cipollotto, alghe, olio di sesamo, zenzero e chili, servito con avocado, mango e l’immancabile riso. In America, ed esattamente sulla West Coast, spopolano le “pokerie” ed in Italia hanno tanto l’aria di essere una minaccia per gli apprezzati sushi bar.

Ma, in tutto questo, gli spaghetti che fine fanno? Se istanze salutiste e l’introduzione di cereali come quinoa, orzo ed avena avevano già fatto vacillare la leadership della pasta, ora le varianti a base di carote, cavolo o zucchine hanno dichiarato ufficialmente guerra al carboidrato nostrano. Chi la spunterà? A voi l’ardua forchetta!

 

Maria Pia De Biasi

 

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