L’arbitro

Prima uomini poi arbitri

Il compito fondamentale dell’arbitro è quello di controllare che una gara di burraco si svolga nell’osservanza delle regole del gioco. Ciò permette agli atleti di divertirsi e al direttore di gara di rivestire il prezioso ruolo di “ago della bilancia”,di così grande delicatezza e responsabilità. 

Chi sceglie di intraprendere il percorso formativo per Arbitri, previsto dalle varie Federazioni, è spesso un ex giocatore, un atleta, un appassionato di sport. La decisione di mettersi dall’altra parte, anzi “sopra” le parti, scaturisce spesso da una bella precedente esperienza in campo che si esprime attraverso una diversa veste .

Scegliere di diventare arbitri vuol dire impegnarsi a far si che tanti altri, giovani e meno giovani, possano sperimentarsi, perché senza l’arbitro, ormai tutti lo sanno, non

si può giocare! Un arbitro educa? Sì. In primis ad apprezzare la bellezza dello sport che deve essere praticato sulla base di regole condivise, frutto di confronto ed esperienza. Regole che hanno radici lontane ma che negli anni si sono affinate per consentire un gioco migliore e più corretto.

Il valore aggiunto di questa figura centrale è quello di porsi a servizio degli altri. E’ una figura che insegna cosa vuol dire il rispetto tra giocatori, la condivisione di uno stile, di un modo di divertirsi, di appassionarsi ad una disciplina sportiva. Nessuno dovrebbe mai essere obbligato a fare l’arbitro. Verrebbe a mancare un pilastro fondamentale per svolgere questo compi. Arbitrare deve essere infatti sinonimo di piacere derivante dall’osservare chi pratica quello sport che lo ha entusiasmato in prima persona.

Formazione

Il percorso formativo dell’arbitro è curato dalle varie Federazioni di Burraco. Ci vogliono anni per diventare dei bravi professionisti. La passione per questo ruolo spinge i candidati a misurarsi con lo studio approfondito dei vari codici di gara e a cimentarsi in vari esami e prove prima di poter esercitare l’arbitraggio.

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