INTERVISTA A MORENA CAPELLI

di Simonetta Niero

 

 

Abbiamo voluto iniziare il 2016 con un’intervista alla “signora del burraco italiano”: MORENA CAPELLI.

Morena è la giocatrice agonista per antonomasia che a distanza di giorni riesce, con minuzia di particolari, a ricostruire, smazzata dopo smazzata, tutte le partite giocate. Conoscente di tutti ,amica di pochi, non nega suggerimenti o aiuto a chiunque ne faccia richiesta e spesso anche a chi non glielo chiede. Amante del Burraco, negli anni, ha aiutato a crescere decine di giocatori facendoli diventare i cavalli di razza del burraco italiano.

Ma conosciamola meglio.

 

SIMONETTA: Ciao Morena, perché sei così appassionata di Burraco?

MORENA: Io amo tutti i giochi e in particolare quelli a carte, una passione che mi ha trasmesso mio padre. Prima di giocare a Burraco ero una grande giocatrice di Pinnacolo.

Ho incontrato il burraco nel 2005 quando stavo attraversando un momento familiare molto difficile in casa. Nel burraco ho trovato l’unico modo per restare concentrata e ferma, seduta. Sono una persona estremamente dinamica (SIMONETTA: e vulcanica aggiungerei io) e difficilmente riesco a restare seduta o ferma per un periodo medio-lungo. In più non ho viaggiato perché mi sono sposata giovane e ho avuto giovanissima tre figli tutti di fila. Per molto tempo mi sono dedicata a fare la mamma e al lavoro, poi i figli sono cresciuti, sono diventati autonomi e sempre più spesso mi ritrovavo a trascorrere le serate sola, in casa. Le prime uscite serali le ho fatte per andare a giocare al circolo. Il burraco mi ha permesso di conoscere l’Italia, di viaggiare di avere un impegno fuori porta nei fine settimana, di conoscere tanta gente senza l’impegno di dover ricambiare.

SIMONETTA: Dove hai iniziato a giocare a Burraco?

MORENA: Ho iniziato a Cremona. Nell’ottobre del 2005 incuriosita dall’attività associazionistica di alcune persone al   “Teatro Filodrammatici” detto “Filo” .

In questa sede è nato poi il Circolo Burraco Torrazzo Cremona (associato FIBUR). Gli elementi trascinanti per me sono sempre stati il Colonnello Mauro Santonastaso un vero trascinatore e Maccagni Raffaella.

Ho iniziato fin da subito, a giocare con frequenza buttandomi quasi subito nella 

 

 

fossa dei leoni al Torneo  Nazionale di Viareggio (180 tavoli dislocati su due hotels). Con Santonastaso ho partecipato ai primi campionati a Squadre individuali, a coppie ed abbiamo iniziato da qui a spostarci in gruppo per raggiugere le sedi di gioco in giro per l’Italia.

Oltreché ai tornei ho sempre partecipato all’attività federale. C’ero anche alla ormai famosa riunione del 2010 in qualità di consigliera del circolo Burraco Torrazzo, dove con grande sofferenza ho assistito all’inizio dello smembramento della Fibur che in seguito ha creato due “federazioni”: Fibur e Fitab.

In seguito ho iniziato a partecipare anche ai tornei FITAB in quanto alcuni amici si erano spostati.  Per me è stata l’occasione per fare nuove amicizie che conservo tutt’oggi.

Ho girato tanto e frequentato tantissimi giocatori, ho conosciuto molte persone veramente speciali e tante altre che preferisco, ancora oggi, evitare. Il mondo del burraco lo considero come una grande famiglia, ho avuto delle dimostrazioni d’amicizia veramente uniche: ricordo ancora Rino Agnese di Palermo che in occasione di un torneo in Sicilia mi ha accolta e fatta sentire una regina, anche se mi aveva conosciuta  solo al tavolo da gioco. Con lui ho partecipato al 1°esperimento della FIBUR (un torneo nazionale che all’ultimo danese aveva i primi 3 tavoli blindati).

In quell’occasione abbiamo vinto l’Oscar, il premio più prestigioso della FIBUR.

Il 1° Campionato a Squadre della FIBUR l’ho fatto con Santonastaso, Rosanna Cistriani, Margherita Affaticati si giocava in promozione e siamo arrivati primi passando alla “D”. Ricordo ancora che per me era il primo campionato e si sa che a quei livelli il “gioco si fa duro” in tutti i sensi. A ogni partita contavo le carte e ogni volta ne mancava almeno una. Sono state trovate carte sotto i tavoli e appiccicate alle sedie con la gomma da masticare.

Ricordo anche che a quel torneo ha giocato Sandra Mondaini, grandissima appassionata di burraco che alle premiazioni con la sua simpatia, ha fatto sorridere tutti i partecipanti.

Erano presenti tutti i nomi illustri del burraco italiano: Susinno, Modica, Lazzareschi, Miccio, Salemi e molti altri. Franzese e Miccio si erano già allontanati dalla Fibur passando in Endas e poi in Burracoup.

Franzese lo stimo molto, sono in FITAB da 5 anni e ancora ci sentiamo ogni tanto.

 

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SIMONETTA: Ultimamente si sente sempre più spesso parlare di proibizioni da parte di alcune associazioni. Tu cosa ne pensi?

MORENA: Ecco questo è un atteggiamento che non sopporto, l’imporre ai propri tesserati regole che non hanno un vero scopo sportivo non lo sopporto, deve essere chiaro che le “federazioni” non esisterebbero se non ci fossero i giocatori e non viceversa. La libertà di gioco dovrebbe essere sacrosanta. Sono anni che propongo ai vari vertici di organizzare un torneo OPEN con tutte le “federazioni” ma a distanza di 5 anni ancora nulla.  A fine 2014, ho dato le dimissioni da consigliera e da arbitro Fitab (anche se arbitrare mi piace veramente molto e ambivo a fare la carriera per diventare arbitro nazionale) ricoprendo le vesti di semplice giocatrice, potendo tornare a rifrequentare i tornei e gli ambienti FIBUR.

SIMONETTA: Qual è l’aspetto del Burraco che apprezzi di più?

MORENA:A livello mentale lo considero il gioco a carte più dinamico, veloce, divertente oltreché economico. È un gioco che tiene la mente sveglia la considero: ginnastica per la mente.

L’aspetto che apprezzo di più è  invece quello legato alla beneficenza. Spesso il Burraco viene usato come mezzo per raccogliere fondi per le azioni più nobili ed i giocatori sono ben felici di trascorrere un pomeriggio di gioco a scopo benefico dove per una volta in premio non c’è il denaro ma il cuore. 

SIMONETTA: Cosa ti affascina di questo

 

 

gioco?

MORENA: Ciò che amo di più è prevenire il gioco dei miei avversari oppure, pensare alla carta che mi serve e la pesco. Mi piace immaginare che dietro a tutto ci sia la “dea bendata” che si aggira di nascosto tra i tavoli.

Spesso la sera mi sedevo da sola al tavolo in cucina e creavo una partita facendo la parte di tutti e quattro i giocatori. Questo gioco, mi è servito molto per avere una visione completa delle dinamiche che possono scaturire al tavolo: spesso compiacendomi delle belle carte che mi ero servita, rimanevo meravigliata nel notare che quelle del mio ipotetico avversario erano migliori delle mie. Mi ha fatto realizzare che alla base del burraco c’è una grande  regola: l’ umiltà  e che non si devono mai sottovalutare gli avversari.

SIMONETTA: Oltre a questa regola ne hai altre da consigliare?

MORENA: Beh la regola fondamentale del burraco (presa pozzo/burraco/chiusura) io l’ho variata in

burraco/gioco d’anticipo/presa pozzo/burraco/chiusura.

SIMONETTA: Cosa intendi per gioco d’anticipo?

MORENA: Una partita dipende dalla capacità di prevenire le mosse dell’avversario. Quando non si hanno delle buone carte è fondamentale ostacolare il gioco dell’avversario. Io ho una mente matematico/razionale che mi aiuta molto. Ricordo scarti, raccolte e riesco a prevenire il gioco dell’avversario riuscendo, al bisogno,  ad ostacolarlo.

 

 

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SIMONETTA: Ami vincere?

MORENA: Prima di vincere, amo giocare. Prendere anche solo un premio tecnico, dopo tante ore condivise al tavolo da gioco, è una bella gratificazione. Certamente non avere un compagno fisso di gioco rende tutto più complicato ma andare a premio con un giocate con il quale non avevi mai giocato prima, ha tutto un altro sapore.

La mia fregatura è che ho giocato molto e ovunque e conosco molto bene i giocatori e so come giocano, conosco i loro pregi e i loro difetti e quindi di molti riesco a prevenirne le mosse. Ho sempre rifiutato gli “imbrogli”: motti e segnali perché ritengo che una vittoria conquistata imbrogliando non valga nulla.

SIMONETTA: Con chi ami giocare?

MORENA: Come dicevo, non ho avuto compagni fissi che mi seguissero ai tornei Nazionali e i più importanti li ho vinti con compagni occasionali:

Nazionale di Venezia FIBUR: 1° posto con Cristina Zurla con la quale ero andata a premio ad un By-night a Rimini la settimana prima e con la quale non avevo mai giocato prima.

Nazionale di Verona 2° premio con Daniele Mantovani. Non avevamo mai giocato insieme

Al 1° nazionale Fitab a Livorno ho vinto il 3° premio con Antonella Mazzini lo stesso anno a

Al torneo nazionale di  Salsomaggiore ho fatto il 1° posto con una Anita Toccane alle prime armi che quando andava a pozzo aveva le mani che le tremavano.

E molti… molti altri.

SIMONETTA: Cosa consideri fondamentale per giocare bene?

MORENA: Ciò che considero fondamentale è il feeling che deve esserci tra due compagni di gioco anche occasionali. Alla base di tutto ci sta la fiduca, se non si ha fiducia nel proprio compagno si tenderà a giocare da soli e il burraco è un gioco di coppia e di squadra.

Purtroppo questo accade con chi gioca spesso a burraco on-line: quando il proprio compagno  viene assegnato in modo casuale, si tende a giocare da soli per limitare i danni che potrebbe causare un giocatore inesperto. Questo atteggiamento inevitabile viene poi adottato anche al tavolo da gioco ed è frustrante oltre che perdente.
SIMONETTA: Ti considereresti la

 

 

compagna di gioco ideale?

MORENA: Dipende dal modo in cui vengo considerata. Ho avuto un periodo, qualche anno fa, in cui vincevo spesso ad ogni tipo di torneo, da quello di circolo ai campionati. Moltissimi giocatori mi chiedevano di giocare offrendomi anche l’ospitalità purché ci giocassi assieme. Ad un certo punto mi sono sentita usata, veniva sfruttata la mia capacità e la mia fortuna del momento pur di vincere. Era diventato luogo comune pensare che giocare con Morena voleva dire vincere. In quel momento ho pensato di mollare, non interessavo io come persona, non avevano fiducia nelle mie capacità di giocatrice ma venivo considerata soltanto per la percentuale dei premi vinti.

Quando la Dea Bendata ha deciso di spostarsi, ho continuato a giocare e a vincere ma con minore frequenza, ma ho forse, cominciato a divertirmi di più e ad essere apprezzata come Giocatrice Capace. La frase che mi ha fatto più piacere ricevere è stata: “a me non interessa se le carte che ho in mano siano belle o brutte, tanto ci sei tu”  ecco questa è stata l’esaltazione della fiducia di cui ti parlavo.

SIMONETTA: Ma quando la “dea Bendata” si sposta dove va?

MORENA: Ci sono i giocatori del momento, quelli per un periodo diventano i Cavalli di razza del burraco che tutti cercano, che tutti vogliono perché magari hanno vinto un po’ più degli altri.

Ad esempio c’ è stato il momento di Gaetano Aliberti che posso considerare un mio allievo. Insieme siamo andati a premio al Torneo Nazionale di Livorno il 2° Premio a Firenze. E poi ha continuato anche lui con compagni sempre diversi.

SIMONETTA: Hai incontrato un compagno di gioco con il quale ti sei trovata più che con altri?

MORENA: Si, in assoluto con Serena Cassi mi sono trovata meglio. Con lei la fiducie e il feeling sono nati fin dalle prime smazzate. Giocare con Serena è un piacere. Purtroppo la lontananza (io Cremona, lei Firenze) non ci ha permesso di coltivare la coppia e lei, inevitabilmente, ha avuto più facilità nel trovare compagni di gioco stabili.

Un’altra giocatrice con la quale mi sono trovata particolarmente bene è stata Antonella Mazzini e con tante altre…..

 

 

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SIMONETTA: Che tipo di giocatrice sei? d’attacco o da difesa?

SIMONETTA: Ho una grande capacita’ di adattamento sia nei confroti del mio compagno che nei riguardi dei miei avversari.

Come dicevo prima, l’umiltà al tavolo è fondamentale e la pretesa di andare sempre al pozzo per primi o di andare al volo o di fare esclusivamente burrachi puliti….spesso porta alla sconfitta.

Io sono una buona spalla, non sono per natura un’attaccante ma so sacrificare il mio gioco se percepisco che il mio compagno è messo meglio di me o se devo necessariamente ostacolare il gioco degli avversari. E questa  (la difesa) è la regola base del saper giocare.

SIMONETTA: Quali ricordi ti sono più cari?

MORENA: Ho moltissimi ricordi piacevoli sia legati a persone che a situazioni. Uno fra questi è il campionato a squadre FITAB 2014. All’ultimo momento, per vari motivi, mi sono trovata a costituire una squadra per poter partecipare, ho riunito 3 giocatrici (Genzini Tiziana, Castellini Cinzia, Giusy Greoli) con le quali non avevo mai giocato in squadra  vincendo il 2° posto e qualificandoci in eccellenza.

 

 

 

Oltre alle vittorie, ho un bellissimo ricordo delle Fitabine, un gruppo che si era creato quando è nata Fitab. Amiche provenienti da tutta Italia che in occasione di un torneo si accordavano sul colore da usare e coloravamo la sala da gioco. Una volta di rosso, una volta di bianco e così via. Anche questo serviva a creare unione e aggregazione.

Ho anche dei ricordi tristi che mi porto dentro alcune persone che nel corso degli anni sono venute a mancare: Portulano, Scappiti, Luisella, Rino, Carla e mote altre.

SIMONETTA: La rivista del Burraco la segui? Cosa ne pensi?

MORENA: Si, la seguo e mi piace. La trovo vincente perché finalmente si parla di Burraco a 360° senza campanilismi.

 

SIMONETTA: Cosa ti aspetti da questo 2016?

MORENA Visto l’argomento che stiamo trattando, mi auguro di trovare un/a compagno/a di gioco stabile per i grossi tornei e mi auguro che proprio da questa intervista possa nascere qualche nuova amicizia di gioco.

 

 

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