I Premi Nobel Italiani

Gli abitanti del Bel Paese che hanno “apportato considerevoli benefici all’umanità”

Correva il lontano 1906 e la manifestazione in memoria del matematico Alfred Nobel giungeva alla sua VI edizione. Giosuè Carducci, grande poeta e scrittore, e Camillo Golgi (con Santiago Ramon y Cajal), scienziato e medico, sono i primi due italiani a vincere un Premio Nobel, nel campo della Letteratura e in Medicina. Al poeta viene assegnato il premio non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza; mentre al medico in riconoscimento del lavoro sulla struttura del sistema nervoso*. 
Carducci e Golgi sono i primi ad inaugurare una lunga lista di onorificenze, riconoscimenti e soddisfazioni per il nostro Paese, dimostrando che alcune delle intelligenze migliori del mondo sono state, e sono, Made in Italy.
Ernesto Teodoro Moneta (1833 – 1918), giornalista italiano e Presidente dell’Unione Lombarda per la Pace, riceve nel 1907 per il suo fervente impegno il Nobel per la Pace (insieme al francese Luois Renault).

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Nel 1909 è la volta del grande scienziato e inventore Guglielmo Marconi, a cui viene assegnato il premio per la Fisica (in collaborazione con Karl Ferdinand Braun), in riconoscimento del contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili*. 
Nel 1926 è una donna, Grazia Deledda, ad aggiudicarsi il riconoscimento internazionale nel campo della Letteratura, per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi*. 

 

 

Sempre nella letteratura, è Luigi Pirandello, grande drammaturgo ed orgoglio italiano, ad aggiudicarsi il Premio Nobel nel 1934, per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale*. 

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Nel 1938 è un altro scienziato, Enrico Fermi, figura di fondamentale importanza nella storia dell’uomo (sarà lui insieme al fisico Albert Einstein a portare ad una svolta significativa gli studi sulla bomba atomica), a vincere il Nobel per la Fisica, per la sua dimostrazione dell’esistenza di nuovi elementi radioattivi da irraggiamento neutronico, e per la relativa scoperta delle reazioni nucleari indotte da neutroni lenti*.

 

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Seguito nel 1959 da Emilio Gino Segrè (con l’inglese Owen Chamberlain), per la scoperta dell’antiprotone*. 

 

 

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Nel 1959, nel campo letterario, sarà premiato Salvatore Quasimodo, per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi*. 

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Nel 1963 l’Italia porta a casa il Premio Nobel per la Chimica, grazie a Giulio Natta (insieme a Karl Ziegler), per la scoperta nel campo della chimica e della tecnologia*. 

Altra assegnazione, nel campo della Medicina, avverrà nel 1975 con la premiazione di Renato Dulbecco (con David Baltimore e Howard Martin Temin), per le scoperte concernenti le interazioni fra virus tumorali e il materiale genetico della cellula*. Sempre nel 1975, in ambito letterarioEugenio Montale, sarà premiato per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita prima di illusioni*.

La fisica italiana torna sotto i riflettori con Carlo Rubbia, che si aggiudica il Premio nel 1984, per il contributo decisivo al grande progetto, che ha portato alla scoperta delle particelle W e Z, comunicatori di interazione debole*. Nel 1985 Franco Modigliani, economista che ha rivoluzionato la finanza aziendale moderna, è il primo italiano a vincere 

 

 

il Nobel per l’Economia, per la sua analisi pionieristica del risparmio e dei mercati finanziari*. 

Un’altra donna, nel 1986, la neurologa Rita Levi-Montalcini (insieme a Stanley Cohen), si aggiudica il Premio Nobel per la Medicina, per le scoperte e l’individuazione di fattori di crescita cellulare*. E’ Dario Fo, nel 1997, a regalare al nostro Paese un altro riconoscimento per la Letteratura, seguendo la tradizione dei giullari medievali, “dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”*. 

Cinque anni dopo, nel 2002, a Riccardo Giacconi viene assegnato il Premio per la Fisica, per i contributi pionieristici all’astrofisica, che hanno portato alla scoperta di sorgenti cosmiche di Raggi X*. Nel 2007 Mario Capecchi (con Martin Evans e Oliver Smithies) porta a casa l’ultimo Nobel vinto dall’Italia nel campo della Medicina, per le scoperte del principio per introdurre specifici geni nei tipo tramite cellule staminali embrionali*. 
Questo articolo vuole essere un promemoria ed una speranza perché ,nei momenti difficili che stiamo vivendo, non ci si dimentichi di chi siamo, come persone e come popolo. Abbiamo, in cuor nostro, il dovere di rispettare la memoria di chi ci ha preceduto, di chi tra noi ha fatto la differenza e, per quanto possibile, cercare di eguagliarli non perdendo le speranze e impegnandosi a costruire, per tutti noi, un nuovo futuro luminoso. 

 

Martina Corona
(*motivazione dell’assegnazione)

 

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