Torta “Putana”

Un dolce festivo dal nome bizzarro

 Questo dolce dal nome stravagante fa parte della tradizione Veneta e, grazie a voi lettori, abbiamo scoperto che ne esistono numerose varianti tramandate di generazione in generazione. Oggi abbiamo scelto la versione della nostra burrachina Martina ma, se volete segnalarci altre versioni, saremo ben lieti di pubblicarle!
La tradizione annovera la Torta Putana come il miglior modo di accogliere gli ospiti durante il periodo natalizio secondo il detto: “ Na feta de putana, un bicer de vin dolse e un bon cafè”. Secondo la leggenda un ristoratore, inventore di questo dolce, non riusciva a darle un nome adatto. Una sera, mentre la stava servendo, andò via la luce e la torta volò sul piatto di un cliente restando miracolosamente intatta; l’unica esclamazione che il ristoratore pronunciò fu “La Putana!” e lo scelse come nome del suo dolce.

Ingredienti

  • 300 gr. di pane raffermo
  • 250 gr. di zucchero
  • 1 bustina di vanillina
  • 800 ml di latte
  • 3 cucchiai di farina bianca
  • 5 uova
  • ½ limone
  • 3 cucchiai di grappa bianca
  • Una manciata di uvetta
  • 3 mele
  • 20 gr. di burro

 

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Procedimento

Iniziate ammollando nel latte, per almeno due ore, il pane spezzettato. Sbucciate le mele, riducetele a cubetti e cuocetele in un tegame con il burro ed un cucchiaio di zucchero: una volta cotte riducetele in purea.

In un recipiente unite la grappa all’uvetta e al cucchiaio di zucchero lasciando riposare per una decina di minuti. Passato il tempo necessario per il pane, strizzatelo e frullatelo: mettetelo in una terrina aggiungendo le uova, la farina, lo zucchero, la vanillina, la scorza del limone grattugiato e il suo succo, le mele e l’uvetta con la grappa. Mescolate bene finchè gli ingredienti non risulteranno completamente amalgamati.

Rivestite una pirofila rotonda con carta da forno, versate il composto  ottenuto e infornate per 50 min. a 160°; gli ultimi 10 minuti di cottura aumentate la temperatura a 180°.

Lasciatela freddare e servite, come tradizione vuole, con un bicchiere di passito.

 

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