S-pinelliamo?

di Phyllis Margaret Dyason

Ho deciso di scrivere un libro sulle mie vicissitudini nel mondo del burraco.

Sono tante le cose da raccontare e, secondo il mio spirito celtico, partirò ovviamente dalle rimostranze che gli anglofoni chiamano “complaints”..quella sorta di critica che dovrebbe portare intelligentemente al miglioramento dell’impresa in atto, a perfezionare la macchina da guerra…di vita…di gioco.

Per anni ho rimuginato che non avrei mai legittimato, con la mia presenza ed i miei contributi, una certa Federazione o alcuni circoli.

In alcuni casi ho ceduto per accontentare le socie del momento, ma poi mi sono pentita perché, alla resa dei conti e a distanza di tempo, non ho mai sbagliato una di quelle motivazioni che mi hanno tenuto alla larga da certi individui.

Sono stata, praticamente, iscritta a diversi circoli da La Spezia a Viareggio, ma , purtroppo, devo dire che nessuna tessera mi abbia portato veri vantaggi che non fossero quelli burocratici del circolo e delle varie Federazioni di appartenenza, in pratica nulli per l’iscritto..ovvero per me… se non la quota più bassa di un euro rispetto ai non iscritti, ma quante volte sono tornata a casa senza poterne usufruire?…o adesso mi sfuggono altri vantaggi!? Ahimè ingrata?!..

Sorvolo…

Le varie, e anche importanti, vittorie conseguite con socie diverse (mai fatto campagne di auto-pompaggio di quanto io possa essere brava come molti fanno per crearsi un profilo valido)…non sono servite per fare di me una socia ambita.

Ma veniamo al dunque!

Leggo distrattamente alcuni episodi di dissidenza nei confronti di certi comportamenti poco trasparenti, non approfondisco perché ormai per me volente o nolente il mondo del burraco è diventato marginale, ma se poi mi trovo a vivere, per caso, situazioni in prima persona allora sì posso testimoniare o dire la mia.

Non gioco per le quote in palio, ma la consistenza delle stesse mi porta a fare dei paragoni con tutte quelle che sono in vigore tutto l’anno, ma soprattutto d’estate.

D’estate gioco con socie che arrivano in Versilia per le vacanze da Torino, da Bergamo, da Cremona…e pur non coltivandoci come potrebbero fare socie vicine..otteniamo risultati a volte importanti.

 Vorrei citarne uno:

1*TROFEO

DI BURRACO AL VOLO

1° Classificato

mia socia di questo torneo, organizzato dai piloti della Versilia nella bellissima 

 

 

Villa Borbone di Viareggio, la torinese Franca Castiglione.

Memorabile il 17 a 3 dato a Lazzareschi con il quale, attualmente, sono *.inca…..issima…* .

Anzi devo citare anche il primo posto di un Sotto le Stelle vinto con Morena Capelli a Montecatini Terme.

Lo cito perché, oltre ad essere stata socia de “La signora del Burraco!, abbiamo ottenuto in premio più di quanto successivamente vinto alla finale dei Sotto le Stelle arrivando terze ( o quarte?) con un misero premio dopo alcuni tristi episodi sulle quote di partecipazione diverse da quelle annunciate.

Nessuna tema di smentita…eravamo tanti e tanti mugugnano…io descrivo i fatti e basta!

A parte la finale di Calafuria…che lascia un’amara considerazione…quello che mi fa essere così “…issima” é l’improvvisa decisione di portare il valore della pinella da 20 punti a 5.

Chi l’ha deciso?

Quando?

Perché?

..ma gli iscritti hanno voce oppure devono solo pagare?

Così lui si sveglia una mattina e ti cambia il gioco del burraco aggiungendo delle regole che probabilmente gli dettano i frequentatori di bettole che si lanciano le carte perché ubriachi e maleducati….oppure certe “signore” che non sono molto serene…così tu ti svegli una mattina e non sai che la sera al torneo di circolo ti annunciano che quel gioco affascinante, che hai imparato d’estate nei lontani anni 90, da una coppia barese presente nel villaggio di Vieste, è diventato un altro gioco perché coloro che si sentono dei campioni non possono sopportare che vinca chi è anche solo fortunato.

Il burraco è piaciuto ad una moltitudine di persone su tutto il territorio nazionale proprio per le caratteristiche che ha….fondate sulla casualità dei doni della Dea Bendata, ne sono nate alcune derivazioni…come il Burraco a Mani Preparate, quello Internazionale e forse anche altri oltre il Brasiliano a due…ma per favore che nessuno decida di stravolgere un gioco a nome di tutti…semmai i campioni che usano, apparentemente, il cervello invece del fattore k, potevano distinguersi inventandosi il Burraco dei Campioni….nessuno si sarebbe dispiaciuto., cosi come non ci offendiamo quando ci dicono che il Bridge è d’élite rispetto al Burraco…

La madre, la matrice di ogni cosa non devono soccombere…i figli o i derivati possono anche diventare altro!

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *